giovedì 29 aprile 2010

Situazione


E' molto che non inserisco più niente sul blog, ma il dopo Parigi, con il suo carico di positività ed esaltazione mi ha portato ad un brutto risveglio.
Dopo una settimana di inattività sono tornato a correre e asorpresa sono tornati anche i dolori.
Non capisco, come già detto in precedenza, perchè i dolori mi sono tornati anche da fermo, senza che io abbia corso.
La ripresa poi li ha riacutizzati.
Così è da sabato che non esco e mi limito a qualche blanda uscita in bici con il bambino nel seggiolino a farmi da zavorra.
I dolori sono migliorati, ma non voglio ripetere l'errore: starò fermo finchè non sentirò più niente e poi riprenderò con calma.
Intanto cerco di limitare le perdite di forma con un pò di bici, anche se so che poi sarà durissima.
Non ho niente in programma a breve, se non il Fosso Bergamasco, ma preferisco perdere qualche data di questo divertente criterium invece che guarire.
A dire il vero questa settimana la voglia di correre mi è anche un pò passata, dopo che ho sentito della morte dell'amico di penna Krily di Runningforum, notizia giunta improvvisa da Rieti, che ti fa riflettere e ti toglie entusiasmo.

domenica 18 aprile 2010

Considerazioni

Considerazioni post Maratona di Parigi.
Dopo una settimana di inattività, dedicata solo ad un giretto in bici e ad un massaggio mi viene da fare delle considerazioni.
1. In Italia siamo ancora parecchio indietro come spirito sportivo. Intanto che correvo a Parigi incitato da un pubblico calorosissimo e palesemente sportivo, mi arrivavano incitamenti in cento lingue diverse che mi spingevano avanti, intanto a Milano, alla stessa ora, altri amici runners venivano insultati dai milanesi che non potevano circolare con la loro automobile.
Abbiamo ancora molto da imparare!
2. La preparazione che ho fatto di questa maratona è stata scadente, negli ultimi 2 mesi ho corso il 25% in meno dei chilometri rispetto alla maratona di Firenze, non ho più seguito tabelle e ho cercato di rispettare solo i lunghi, saltando il più lungo, non ho più svolto lavori di qualità.
Questo per i miei noti problemi fisici.
Eppure ho concluso con soli 20 secondi in ppiù soffrendo decisamente meno.
E' vero che on ho la controprova di come sarei andato seguendo passo passo la tabella, ma forse è il caso di goderci la corsa con più flessibilità e serenità.

P.S.: Oggi ho ripreso a correre per soli 9K, tempi da pensionato (media 4.54!).

martedì 13 aprile 2010

Paris Marathon 2010


Eccomi di ritorno dalla tanto temuta e desiderata Paris Marathon.
Un concentrato di emozioni che parte dal dicembre scorso, quando ho deciso di iscrivermi attraverso Terramia. Da alloraun continuo calvario fatto di dolori, periostite, mal di schiena, e scarsa preparazione.
Parto sentendomi impreparato, ma in fondo sereno: verrà quello che deve venire.
I lunghi sono stati pochi e mai più di 32km.
Contro ogni regola di una preparazione, il venerdì vado all'Expo e giro fio a che i piedi mi fanno male, ritiro il pettorale e poi via a vedere la Torre Eiffel.
Il sabato è ancora peggio, già alla mattina mi sparo 300 gradini per arrivare sulla cupola della basilica di Montmartre, per poi scorazzare per tutta la città fino a sera.
Poi "pasta party" offerto da Terramia per fare il pieno di carboidrati e a letto.
E' il grande giorno, l'aria è fredda (4°) e tira un gelido vento.
Decido comunque di correre in canottiera e pantaloncini corti.
Raggiungo il punto di partenza, mi preparo ed entro nella mia griglia, infreddolito nel mio sacco di cellophane che ci hanno dato all'Expo.
Saluto mia moglie e mio figlio che mi aspetteranno al passaggio dell aTorre Eiffel.
Poi lo sparo.
Sono nella terza di 8 griglie, quindi piuttosto vicino al punto di partenza, ma non ci si muove.
Il portale di partenza è più stretto delle griglie e quindi c'è calca, ma questo sarà un vantaggio, peerche appena arrivati sotto il portale, la strada si allarga e si inizia subito a correre.
E' un fiume umano.
Corro rilassato, e cerco di godermi il pubblico assiepato ai bordi della strada che urla in ogni lingua.
Al 5° km una scala dei pompieri è proiettata sopra la strada e sopra ci sono i vigili del fuoco che tifano incredibilmente.
Mi distraggo e non mi accorgo del 1° ristoro, fortunatamente dopo 200mt c' è ancora il tavolo dell'acqua, prendo una bottiglia e bevo due sorsi, so che devo farlo ad ogni ristoro.
Il secondo , al 10°, lo perdo, da quel momento so che non posso più saltarli e starò ben attento a non commettere l'errore.
Entriamo in un parco immenso e il pubblico inizia a diradarsi, sto bene e non sento dolori.
Poi si ricomincia a vedere gente e case, ma siamo chiaramente ancora in periferia.
Al 16° consumo il mio primo gel di integratori e la scena dei pompieri si ripete, in lontananza si cominciano a vedere dei grattacieli.
Il pubblico ricomincia ad urlare.
Continua a rispondere con un gesto a chi mi incita "Forza Italia" leggendo la grande scritta sulla canotta.
Ecco la Senna e sullo sfondo Notre Dame.
Scendiamo a livello della Senna e poco dopo entriamo in un lungo tunnel di almeno un chilometro.
Il Garmin perde il segnale.
Esco dal tunnel e risalgo a livello strada; so che me ne aspettano altri 3.
Al passaggio della mezza ho 1h 40min, buono, ma aspeto i dolori e la crisi.
Intanto al 25° prendo dal ristoro anche una banana, ne mangio un boccone, non l'ho mai fatto, non so se mi farà bene o no.
Ecco la Torre Eiffel: è fantastico correre vicino a questo simbolo della città, altro tunnel e poi ancora uno.
Questo mi resta un pò nelle gambe.
Anche il Garmin va in tilt e segna 1,5 km in più.
Comincio ad essere un pò stanco.
Ecco mia moglie e mio figlio, è sempre un'emozione.
Arriva il 32° e si comincia ad entrare in un parco e il pubblico si dirada.
Si cominciano a vedere i primi "cadaveri".
Poi il 35°, altro boccone di banana e inizia una leggera lunga salita a fianco di un ippodromo.
Sono un pò in crisi.
Raggiungo l'apice e sento la musica di una delle decine di gruppi musicali incontrati sul percorso: è "I wish you are here" dei Pink Floyd, una delle mie canzoni preferite, questo mi carica, anche se poi sedrò un ristoro di solo vino e più avanti i cammelli... che sia ancora nella crisi?
E' il 40°, non ho dolori alla tibia e i muscoli sono stanchi ma ne hanno ancora.
Ho la lucidità di switchare il Garmin sul crono totale e vedo che sono a 10 minuti dal mio Personal Best.
Quasi quasi ci provo: passo sotto il portale dell'ultimo chilometro e provo ad alzare il ritmo, ma subito i miei muscoli protestano e decido di lasciar perdere.
41° siamo ancora in mezzo al parco, come è possibile?
All'improvviso il pubblico diventa intensissimo, la strada si allarga a dismisura.
Poi una curva a destra ed ecco il vialone dell'arrivo.
Là in fondo c'è lo striscione, ho energia per alzare il ritmo e fermo il mio crono a 3h 22 min 48 sec.
Esattamente a 20 secondi dal mio Personal Best, ma non ho rimpianti, anzi sono contentissimo per essere arrivato senza dolori e mi godo l'emozione unica che solo chi ha corso una maratona conosce.
Ritrovo mia moglie e mio figlio: altre emozioni.
Parigi è conquistata.

giovedì 8 aprile 2010

E' giunta l'ora


Ebbene si.
E' giunta l'ora.
Questo è l'ultimo post prima di partire.
Questa è stata la settimana di scarico, di un'altra Tecar e di un massaggio pre-maratona.
Le sensazioni sono buone: il dolore c'è ancora ma diventa solo un fastidio dopo pochi chilometri.
Cosa mi aspetto da questa maratona?
Dal punto di vista cronometrico spero di non andare troppo oltre le 3h e mezza, vista la preparazione carente che ho svolto.
Dal punto di vista fisico spero di non soffrire troppo il dolore poi, al rientro, lo stop sarà d'obbligo.
Spero di correre una maratona senza pensare al tempo e godendomela fino in fondo.
So che al 35° km mi presenterà il conto, e lì si vedrà quanto valgo, soppratutto di testa.